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La storia di

BELTRAMI 1815

Nella torneria Beltrami hanno lavorato sei fratelli e una sorella (Francesco, Secondo, Tersilio, Vittorio, Angelo, Emidio e Antonietta), tutti impegnati tra la produzione e amministrazione. L’attività della torneria Beltrami ebbe inizio nei primi dell’ottocento in Valstrona e, precisamente sull’alpe Pianella, dove il bisnonno Giacomo lavorava con i primi torni a pertica, collaborando con i pastori che rendevano vitale il gran mistero della montagna e scambiando i suoi manufatti in legno con prodotti di primaria utilità: alimenti, vestiti e altri utensili.

I primi oggetti realizzati in legno furono manici per le scope, manici per zappe, ciotole, mestoli, ecc… Dato che la montagna offriva ben poco e avendo parecchie bocche da sfamare Giacomo Beltrami si trasferì a Milano nel 1815 in via Broletto, adiacente alla piazza del Duomo.

Il trasferimento nel capoluogo lombardo avvenne in seguito ad un contatto con chi lavorava nelle cave di marmo di Candoglia, fornitrici del materiale lapideo per la Fabbrica del Duomo. Giacomo Beltrami, infatti, iniziò a lavorare producendo oggetti in legno per lo stesso Duomo. Successivamente alle cinque giornate di Milano l’attività subì un cambiamento spostandosi, verso la metà dell’800, definitivamente a Fornero, in Valstrona (a quei tempi sotto la provincia di Novara). Dal primo tornio a pertica si passò a quello a calca, mosso alternativamente dalla viva forza dell’uomo che pigiava su di un pedale. Solo alla fine dell’800, grazie all’innovativo tornio a rotazione continua che sfrutta l’azione della corrente dei torrenti, la torneria ebbe un notevole sviluppo.

Molte aziende del casalingo nacquero proprio in zone dove vi erano molti torrenti, quindi molta forza per poter far lavorare le macchine. Il nonno Francesco Beltrami, detto “il Barba”, acquistò nel 1894, lungo il rio Crosa, un mulino ormai in disuso, che serviva per macinare la farina; il nonno, in questo sito, con un ardimentoso progetto dell’ingegner Pariani (datato 1906), costruì una condotta forzata che, sfruttando la caduta dell’acqua, faceva ruotare una turbina modello Pelton, per produrre energia elettrica. Nel 1914 Francesco Beltrami acquistò una delle dinamo a corrente continua, con l’intenzione di illuminare la sua azienda e per utilizzare le ore di oscurità.

La nuova energia permise alla ditta Beltrami Francesco, sostenuta dalle idee del figlio Giacomo, di comprare un tornio copiativo Hempel (proveniente dalla Germania e il primo arrivato in Italia), vera rivoluzione nella tornitura del legno. Nel 1924 la ditta Beltrami fu premiata a Roma con medaglia d’oro per specialità e produzione di oggetti torniti in legno. Nel 1964, per motivi di spazio e di logistica, l’azienda si trasferì a Casale Corte Cerro (ora sotto la provincia di Verbania), cambiando ragione sociale e operando su di un’area coperta di 2400 metri quadrati, con un ettaro di terreno annesso.

La torneria Beltrami oltre a disporre di parecchi macchinari moderni vantava una ricca e innovativa attrezzatura nel campo della lavorazione del legno. Nel 1970 i fratelli Beltrami ricevettero un prestigioso premio in seno alla Fiera Campionaria di Milano. Nel 2000 fu una delle aziende che ottenne il diploma di Eccellenza Artigiana dalla Regione Piemonte e, nell’anno successivo, il riconoscimento dalla Camera di Commercio di Baveno (VB) per l’attività più anziana della Provincia. La produzione della torneria era molto flessibile ed eclettica, ciò le permise di avere collaborazioni con importanti designer, con famosi architetti e con prestigiose aziende (Alessi, Lagostina, Calderoni, ecc…), puntando a un mercato di nicchia sempre più esigente nelle forme e nella qualità dei prodotti. Anche i clienti più raffinati e sofisticati vennero soddisfatti dai fratelli Beltrami, perché capaci di produrre articoli di difficile lavorazione, con notevole cura per i dettagli.